MINDFULNESS IMMAGINALE

Mindfulness, intesa come "pienezza mentale" è una tecnica abbastanza recente che riprende tradizioni millenarie, rendendole digeribili ai fruitori occidentali contemporanei.

Il mio percorso controcorrente, alla ricerca delle origini di tale tecnica, è approdato alle pratiche orientali del Satipattana, ossia del "cammino di consapevolezza", che si rifanno direttamente ai primi insegnamenti del Buddha, trascritti poi nei canoni buddisti. Nello Sri Lanka, circondata dalla forza e dalla bellezza della natura, ho potuto praticare con i monaci theravada.

Entrando in profondità nelle pratiche, la dimensione oggettiva delle cose svanisce e tutto diviene evocazione delle forze primordiali che muovono il mondo: l'immaginale appunto, che è visione archetipica e simbolica, cioè riconoscere nelle immagini che ci abitano il linguaggio dell'anima.

Proprio in questo non-luogo, al confine, avviene l'incontro tra visibile e invisibile e può essere ritrovata l'unità e la pienezza di ogni cosa.

Mindfulness immaginale è un percorso dentro se stessi, oltre se stessi, per ritrovare la propria vera natura, l'essenza, che è fusione, gioia, immensità.

Sul tempio dell'Oracolo di Delfi è scritto: "Uomo, conosci te stesso e conoscerai l'universo e gli Dei" e  Satipattana rappresenta questa possibilità, compiuta attraverso il sentiero che conduce alla vera natura dell'uomo, che è coscienza che fa esperienza di sé.